Lia Pasqualino Noto

Gemelli

In questa rigorosa serie monocromatica, l'artista affronta l'eterno e irrisolto enigma del Doppio. Attraverso una composizione di austera eleganza, i soggetti – coppie di gemelli ritratti in un vuoto scenico assoluto – emergono dal buio come sculture viventi, spogliati di qualsiasi contesto temporale o spaziale che possa distrarre dall'indagine principale: la relazione simbiotica.

L'uso del bianco e nero non è una mera scelta stilistica, ma uno strumento di essenzializzazione. I contrasti netti scolpiscono i volti e i corpi, rivelando quelle impercettibili dissonanze che rendono unica l'identità anche nella più perfetta delle somiglianze biologiche. Non ci troviamo di fronte a semplici ritratti di famiglia, ma a una coreografia dell'intimità: i corpi si intrecciano, si sostengono e si fondono, creando a tratti un'unica entità organica a quattro braccia e due teste.

L'elemento di rottura, che eleva la serie oltre il documentarismo, è la superficie riflettente alla base dell'inquadratura. Questo specchio d'acqua scura introduce una terza dimensione: quella dell'illusione e dell'inconscio. Se la coppia di gemelli rappresenta lo specchio biologico – la realtà tangibile della duplicazione – il riflesso distorto nell'acqua suggerisce la fragilità della percezione e la profondità liquida dell'animo umano.

È un dialogo silenzioso tra l'Io e l'Altro-da-sé che è anche Me. L'osservatore è invitato a scrutare queste simmetrie per cercare non tanto le uguaglianze, quanto le vibrazioni emotive che legano indissolubilmente i soggetti, sospesi in un equilibrio precario tra fusione totale e disperata ricerca di individualità.